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Toyota Mirai: 1000 km con un pieno di idrogeno

Mirai in Giapponese significa “futuro”, ed è proprio con questa visione futuristica che Toyota ha lanciato la sua Mirai sul mercato nel 2015. Uno dei primi esemplari per l’occasione era presente all’Expo di Milano nel 2015 il cui tema era proprio quello della sostenibilità, nutrire il pianeta e trovare nuove soluzioni energetiche per la vita.

Ma l’impegno verso un futuro più sostenibile per Toyota affonda le sue radici oltre vent’anni fa. Già a partire dal lontano 1997 la casa nipponica ha iniziato a sviluppare le prime tecnologie Full Hybrid, Plug-in Hybrid, Full Electric e Hydrogen.

E proprio su queste ultime tecnologie innovative vogliamo soffermare la nostra attenzione, in particolar modo sull’alimentazione a idrogeno, una delle soluzioni più efficienti e promettenti che consentono di ridurre a zero il livello di emissioni inquinanti prodotti dal veicolo.

L’alimentazione a idrogeno 

La Toyota Mirai è uno dei pochi modelli di autovetture a idrogeno presenti sul mercato. Si tratta di una particolare tecnologia che prevede l’utilizzo di questo gas contenuto in delle bombole ad alta pressione. Ma come funziona un veicolo a idrogeno?

L’idrogeno contenuto nelle bombole viene immesso in una pila a combustile denominata “fuel cell”, al cui interno avviene una reazione elettrochimica che produce elettricità.

Da un punto di vista tecnico le cella a combustione riceve due flussi in entrata: dal polo negativo riceve idrogeno, dal polo positivo ossigeno. Il catalizzatore contenuto nel motore a idrogeno provoca la separazione degli elettroni dal nucleo e questa reazione a sua volta sprigiona energia elettrica.

Gli elettroni si spostano verso il polo positivo e si uniscono agli atomi di ossigeno, che ricevono una carica negativa. Dall’incontro di idrogeno e ossigeno si scatena una reazione chimica il cui prodotto finale è la produzione di vapore acqueo che viene rilasciato all’esterno dallo scarico.         

In un periodo storico in cui i cambiamenti climatici rappresentano dei pericoli sempre più ricorrenti, un’auto a idrogeno rappresenta una sfida, nonché un’opportunità straordinaria per abbattere le emissioni di anidride carbonica. L’idrogeno, infatti, è l’elemento più semplice, leggero e diffuso al mondo, e la sua trasformazione porta al rilascio nell’ambiente di sola acqua, con un impatto ambientale pressoché nullo!

Alla luce di tutte queste considerazioni, è possibile definire un’auto a idrogeno come un veicolo elettrico a tutti gli effetti: è l’energia elettrica a generare l’azione del motore, e il veicolo è anche equipaggiato di tutti i sistemi di accumulo dell’energia prodotta in frenata, proprio come avviene nelle “tradizionali” autovetture elettriche o ibride.

La prova su strada

Rispetto alle “classiche” auto elettriche o ibride, quelle a idrogeno hanno due importanti vantaggi: un’autonomia di gran lunga più elevata, e anche dei tempi di ricarica più contenuti. Ma è realmente così? Un recente prova su strada ha permesso di dimostrare l’efficienza della combustione a idrogeno, ottenendo dei risultati straordinari: oltre 1000 km con un solo pieno di idrogeno!

La nuova generazione di Toyota Mirai ha raggiunto questo straordinario traguardo, a dimostrazione di quanto Toyota continui a investire su questo progetto. Il test ha avuto luogo lo scorso 26 maggio con partenza alle 5:43 dalla stazione di idrogeno di Orly, in Francia, e si è concluso soltanto dopo 1.003 km, con un tracciato prevalentemente urbano tra le vie di Parigi, Loir-et-Cher e Indre-et-Loire. Il consumo medio è stato di 0,55 Kg/100km su un pieno di 5,6 kg.

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