Il Ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili Enrico Giovannelli ha di recente presentato il nuovo Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale (PNSS). Si tratta di un impegno importante verso la tutela degli utenti della strada, e per aumentare la sicurezza stradale stessa. L’Italia, come tutti gli altri Paesi d’Europa, è chiamata ad attuare importanti misure per potenziare le proprie infrastrutture, e il nuovo PNSS definisce proprio le linee guida di questo importante percorso. Scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta, passando in rassegna gli obiettivi e le ragioni che stanno alla base di queste nuove misure.
Cos’è il PNSS
Il PNSS è uno strumento di programmazione che definisce tutte le azioni di pianificazione e implementazione delle nuove strategie e misure per il miglioramento della sicurezza stradale.
Questo programma è stato introdotto con l’intento di offrire all’Italia un importante documento programmatico che consenta, attraverso programmi e attività di attuazione specifiche, di ridurre drasticamente l’incidentalità stradale entro il 2030, e successivamente azzerarla completamente entro il 2050.
Il PNSS 2030 rientra in un progetto più ampio di cui fanno parte anche il PNSS 2010 e il PNSS Orizzonte 2020, i due documenti programmatici precedenti che hanno posto le basi verso il miglioramento della sicurezza stradale in Italia.
Ecco quindi che nel PNSS rientrano tutta una serie di nuovi approcci comunitari alla politica di sicurezza stradale. Si tratta delle cosiddette filosofie “Vision Zero” e “Safe System” introdotte dalla Commissione Europea per favorire l’implementazione delle nuove tecnologie e tendenze di mobilità.
Quali sono gli obiettivi del Piano
Gli obiettivi del PNSS sono diversi e si estendono in un orizzonte temporale a medio-lungo termine. Il programma ha come scopo principale quello di dimezzare il numero di vittime sulle strade tra il 2020 e il 2030, e di azzerarlo completamente entro il 2050.
Gli investimenti fatti in questa direzione hanno riportato risultati incoraggianti, ma non ancora sufficienti, motivo per cui in tutta Europa si sta affermando il nuovo approccio denominato “Safe System”. Questa nuova visione rappresenta un cambio di visione totale rispetto al passato: viene meno l’idea che gli incidenti siano inevitabili e siano il prezzo da pagare per garantire la mobilità delle persone, e si afferma il principio della “ridondanza” secondo cui gli errori sono sì inevitabili, ma vi è la necessità di ridurre tutti quei fattori di rischio che contribuiscono agli incidenti.
Questo approccio afferma la necessità di un sistema di trasporto più virtuoso e sicuro, e per farlo bisogna investire in progetti di sicurezza stradale consistenti con interventi mirati, efficaci e tempestivi.
I numeri in Europa e in Italia
Per comprendere l’importanza del fenomeno, è sufficiente prendere in considerazione alcuni dati a livello europeo e nazionale. In Europa tra il 2010 e il 2020 si sono raggiunti importanti risultati con una riduzione media del -42% del numero delle vittime di incidenti stradali, del -23% del numero di feriti e del -25% del numero di incidenti.
In Italia la riduzione delle vittime stradali ha registrato un decremento del -23,9% e del -35% dei feriti e degli incidenti. Questi dati sono sufficienti a comprende l’efficacia dei programmi di sicurezza stradale, e il nuovo PNSS mira ad accelerare ulteriormente questo trend positivo, fino ad arrivare all’ambizioso progetto di azzeramento dei decessi e dei feriti per incidenti stradali.

