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Crisi dei semiconduttori e mercato automotive: tutto quello che c’è da sapere

È uno dei temi di attualità più discussi e controversi degli ultimi tempi… di cosa si tratta? Nell’ultimo anno l’intero mercato ICT, e di conseguenza anche quello automotive, è alle prese con una crisi senza precedenti: la carenza di chip e semiconduttori! Per molto potrebbe sembrare un problema di poco conto, ma la realtà dei fatti si sta dimostrando tutto l’opposto!

Quali sono le prospettive future? Quando, quanto e come sta affrontando questa crisi il mondo dell’auto? Cerchiamo di approfondire l’argomento in questo articolo.

Cos’è?

Il primo quesito a cui dobbiamo dare una risposta è: cosa sono i semiconduttori? I semiconduttori sono dei materiali ricavati dal silicio che hanno una buona conducibilità elettrica, motivo per cui sono fondamentali per la costruzione e il funzionamento dei componenti elettronici di un apparecchio teologico, di un elettrodomestico, di un telefono o di un auto, appunto.

Senza i semiconduttori tutti questi dispositivi non possono funzionare! Ecco che in seguito all’ormai nota emergenza da Covid-19, alle tensioni geopolitiche tra oriente e occidente e ad altri eventi, la produzione di semiconduttori ha subito un drastico rallentamento. Tuttavia, la domanda di computer, dispositivi elettronici e autoveicoli si è notevolmente alzata durante l’ultimo anno, mettendo in crisi l’intera filiera di produzione dei componenti che non è riuscita a rispondere in maniera proporzionale.

Secondo le più recenti stime, lo scenario mondiale potrebbe superare la crisi soltanto tra il 2022 e il 2023.

Quali sono le conseguenze per il mercato automotive?

Tutti gli ultimi modelli di auto sono sempre più tecnologici e interconnessi. Questo significa che laddove prima era sufficiente utilizzare pochissimi chip per le funzioni più semplici, oggi ne sono richiesti centinaia per un singolo veicolo! Il servosterzo, il sensore dei freni, i sensori di parcheggio, le telecamere e tutti i sistemi di infotaiment possono funzionare soltanto grazie ai semiconduttori; la carenza di questi componenti lascia subito immaginare quali possono essere le dirette conseguenze per il mercato automotive: rallentamento o stop delle catene di montaggio!

Per far fronte a questo problema molte case produttrici son dovute correre ai ripari, il risultato? Intere linee di produzione sono state ridimensionate o del tutto bloccate! Per queste ragioni si stanno registrando diversi ritardi nella consegna dei nuovi veicoli, o anche solo nella ricerca di un determinato modello che diventa difficile da reperire nel mercato.

Quali sono le prospettive per il futuro?

L’intera industria automobilistica lamenta una carenza di componenti da ormai parecchi mesi, e la situazione non è destinata a migliorare nel breve termine. Le dimensioni della crisi sono tali da coinvolgere l’intero indotto del settore automobilistico. Toyota, ad esempio, aveva già messo in atto una strategia di stoccaggio preventivo di semiconduttori in vista di eventuali eventi calamitosi, motivo per cui l’azienda riesce ancora a far fronte alla carenza delle componenti. 

Tuttavia, non è possibile stabilire con esattezza quando questa situazione cesserà, gli stessi analisti hanno opinioni e previsioni contrastanti.

[A fronte di una domanda] che resterà elevata e di un’offerta che si manterrà limitata, ci aspettiamo che questa scarsità possa durare per tutto il 2022 fino a raggiungere il 2023.

Glenn O’Donnell, vicepresidente e direttore della ricerca presso la società di consulenza Forrester

Secondo la società di consulenza strategica Gartner, invece, “la carenza mondiale di semiconduttori persisterà per tutto il 2021 e si prevede che riprenderà a livelli normali entro il secondo trimestre del 2022”.

Quali sono le soluzioni?

Nonostante le pesanti ripercussioni che la carenza di semiconduttori sta avendo sul mercato automobilistico, le case produttrici hanno saputo rispondere con prontezza all’emergenza, individuando delle soluzioni specifiche. In linea generale sul mercato del nuovo sono stati apportati alcuni cambiamenti a livello di dotazioni e accessori a bordo delle vetture, cercando di ridurre il numero di chip necessari per la loro realizzazione. Tutto questo significa, quindi, la riduzione del prezzo di listino dei modelli interessati da queste modifiche.

Un’altra soluzione efficace giunge però dal mercato dell’usato; la crisi colpisce ovviamente i modelli di nuova produzione, non c’è quindi occasione migliore per orientare le proprie scelte verso un auto usata ma che presenta una dotazione completa e ricca, sotto tutti i punti di vista!

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